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Una proposta di riflessione in vista della festa di Santa Febronia

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La nostra Città si appresta ad onorare anche quest’anno, con i prossimi festeggiamenti esterni, la Sua Patrona e Concittadina, la Vergine e Martire Santa Febronia.

Mi è gradito poter raggiungere tutti i Pattesi, di nascita e d’adozione, per condividere con loro l’umile fierezza derivante dal fat­to che la Città di Patti è tra i pochi Comuni della nostra Diocesi che ha l’onore di an­no­ve­ra­re tra i propri concittadini una giovane, distintasi per santità di vita.

Non possiamo però considerare Santa Febronia come uno dei tanti elementi del panorama della nostra cittadina.

Per spiegarmi meglio mi aiuto con un esempio.

Chi abita a Patti con l’andar del tempo si “abitua” all’incantevole panorama del suo golfo e pra­ti­camente finisce col non meravigliarsi più delle bellezze naturali che lo circondano.

Con la simpatia di un amico e l’affetto di un fratello, mi auguro che non abbia mai ad accadere la stes­sa cosa con Santa Febronia (e per cortesia non la si chiami “Madonnina” come mi è capitato tante volte di sentirla chiamare da molte persone!); Ella non è – mi ripeto volutamente – un semplice ornamento di facciata della Città di Patti.

Al contrario, mi piace immaginare la nostra Patrona e Concittadina come Colei che, in forza del suo amore incondizionato a Gesù (la cui Croce, come vediamo nell’immagine lignea a noi tanta cara, tiene stretta tra le mani), del­l’e­di­fi­can­te fedeltà al Vangelo (il cui libro stringe nella mano sinistra) e della coraggiosa  adesione alla volontà di Dio (simboleggiata dalla pal­ma del martirio), riesce a creare spazi di vera e propria coesione e, quindi, di autentica con­so­nan­za tra le diverse realtà presenti ed operanti nel­l’am­bi­to della nostra Città.

Ritengo, poi, che “ricordare” la Patrona della Città significa “portare al cuore” quanto di più pre­zio­so le passate generazioni ci hanno saputo tramandare; nello stesso tempo questo corale esercizio della memoria può rivelarsi un ottimo antidoto contro ogni forma di sterile immobilismo e un modo as­sai con­cre­to per crescere nel­l’a­mo­re operoso per la Città, un amore fatto di cordiale colla­bo­ra­zio­ne da parte di tutti, in vista della realizzazione dell’autentico bene dell’intera Patti, quella  di oggi e soprattutto quella che desideriamo possa essere do­ma­­ni!

Sono inoltre più che sicuro che il ritorno alla sana devozione a Santa Fe­bro­nia, da radicare nella mente e nel cuore delle nuove generazioni con autentica lungimiranza pe­dagogica, sarà un forte e ispirato contributo capace di delineare l’identità dell’autentico Pattese.

Sebbene, poi, ci separino molti secoli dal martirio della nostra Patrona e Concittadina dob­bia­mo saper guar­dare San­ta Febronia, con rinnovato stupore e profonda gratitudine, continuando a scor­ge­re in lei i tratti tipici di quello splendido e pro­­fumatissimo fiore sbocciato nella nostra Città agli inizi del quarto secolo dopo Cri­sto e mai ap­pa­ssito.

Santa Febronia, con indomito coraggio, ha saputo dare la vita per l’Autore della vita; perdendo agli occhi de­gli uomini ha veramente riportato vittoria. Consacrandosi a Cristo Gesù ha fatto voto di verginità e, a cau­sa di questa scelta, ha dovuto subire angherie di ogni genere da parte del padre, che aveva in ser­bo per lei altri progetti di vita.

Ora Ella dal Paradiso dove gode della piena e intima comunione col Signore, insieme a tutti i santi della storia della Chiesa, continua a pregare per tutti i suoi concittadini, assicurando a tutti (non solo ai forestieri!) la sua potente intercessione.

E come la città di Patti per il passato, in circostanze drammatiche, ha più volte spe­ri­men­ta­to il suo patrocinio, allo stesso modo nel presente e per il futuro, l’intera comunità Pattese, con le sue numerose e belle contrade, potrà contare nella premurosa vicinanza della sua celeste Patrona.

Custodiamo nel cuore la rasserenante certezza che Santa Febronia per tutti prega e - come per il passato così anche per il futuro - a tutti  indica Gesù di Nazaret, Colui che ha conquistato il suo cuore verginale in quanto ha pie­na­men­te e definitivamente rivelato ad ogni uomo ed ogni donna l’infinito amore di Dio Padre, l’unico capace di raggiungere in profondità il cuore dell’uomo ren­den­do­lo pieno non di chiacchiere vuote, bensì di “parole di vita eterna”.

Il modo più opportuno per onorare con sincerità la memoria della nostra Patrona e Concittadina sarà, dunque, quello di seguire il suo esempio, nell’ordinarietà della nostra vita.

Il risultato di questo esercizio quotidiano, fatto contemporaneamente di discernimento e adesione alla volontà di Dio, coinciderà con la reale crescita di tutti - piccoli e grandi - nell’ubbidienza gioiosa nei confronti di Gesù, Via sicura che conduce alla Verità piena e ci promette, assicu­ran­do­cela, la perfezione della Vita.

p. Enzo Smriglio

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