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“A due a due…”. Non “ad uno ad uno” e nemmeno “ognuno per conto suo”

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Se si è chiamati da Gesù non si è mai soli e per compiere una missione affidata da Lui si è inviati in coppia a “due a due”.

Potremmo allora dire che l’espressione “ognuno per conto suo”, che tanto carat­te­riz­za l’agire di chi ha l’animo avvelenato dall’individualismo, non può mai essere fatta propria da chi vuole vivere come discepolo di Gesù.

Gesù chiama a sé i 12 e subito dopo li manda. E’ Lui che chiama e Lui che invia.

Fa’ sicuramente riflettere lo stile di Gesù perché Lui chiama e al tempo stesso mette in viaggio. Si potrebbe dire che la vocazione è sempre per una missione. Chi è chiamato viene chiamato per essere inviato.

La chiamata precede sempre la missione e presuppone l’invio in missione.

Dio, chiamando mette in cammino, non fa stare fermi, non consente alla persona che chiama di condurre una vita seden­ta­ria.

Così come leggiamo nel vangelo i discepoli partirono “a due a due”. Non si legge che siano partiti “ad uno ad uno” e nemmeno “ognuno per conto suo”.

Da questa pagina di vangelo cerchiamo di riscoprire tutti quella che potremmo chiamare “l’eloquenza del camminare insieme”, con il vivo desiderio di raggiungere la stessa meta. Nel vangelo leggiamo anche che Gesù ordinò ai discepoli di non prendere nient'altro che un bastone. Osserva Padre Ermes Ronchi “Solo un bastone a sorreggere il passo e un amico a sorreggere il cuore”.

Un’ultima utile sottolineatura. Il punto di approdo dell’opera evangelizzatrice, come si evince dal vangelo, è la casa, il luogo dove la vita nasce ed è più vera.

Anche oggi il Vangelo deve risuonare nella casa, cioè nel luogo di maggiore intimità per la vita di ognuno, dove si vive la vita che è fatta di momenti di sofferenza e di fatica ma anche di gioia e di festa... Che il Vangelo possa davvero continuare ad essere accolto nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nei contesti cioè dove si spera e si ama, si fatica e ci si riposa e continui ad essere per tutti la bussola orientatrice del nostro stesso esistere. Gesù anche oggi continua a chiamare; Gesù anche oggi con­tinua ad inviare. Accogliamo con generosità la sua chiamata e con docilità mettiamoci in movimento per raggiungere chi vive in attesa di una parola capace di riscaldare il cuore e dare senso alla vita.

p. Enzo Smriglio

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