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Il "Dio con noi" nell'Eucaristia si fa il "Dio in noi"

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Continua anche questa domenica (XX del Tempo Ordinario - anno B) il lungo discorso che Gesù ha fatto nella sinagoga di Cafarnao dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani.

Gesù afferma ancora una volta, con sobria solennità, che mangiare il pane che lui dà è il segreto per avere "la vita eterna". Quest'affermazione provoca un acceso confronto tra i giudei che - come dice il testo - "si misero a discutere aspramente fra loro". La reazione dei Giudei però non fa indietreggiare Gesù nemmeno di un millimetro; infatti, aggiunge con altrettanta franchezza: "colui che mangia me vivrà per me".

Mangiare Gesù per vivere "per" Gesù. Ecco il dono dell'Eucaristia.

Un dono così grande da avere addirittura la forza di capovolgere la naturale direzione della vita: non più, dunque, un inesorabile procedere verso la morte, ma piuttosto un'esperienza di vita chiamata a fiorire eternamente in Dio. Nell'assumere la Divina Eucaristia riceviamo, sin da subito, la vita eterna. Gesù, infatti, dice: "chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna". Non si legge che si avrà la vita eterna in un futuro indeterminato, ma con l'assunzione dell'Eucaristia si ha già adesso "la vita eterna". Volendo fare un ardito paragone possiamo dire che la «vita eterna» non è una specie di «trattamento di fine rapporto» che riceveremo solo alla fine dell'esistenza. La vita eterna è, invece, una reale e concreta esperienza già in atto: una vita diversa, buona, bella e beata, pienamente vissuta in Gesù, con Gesù e per Gesù. Non dimentichiamo mai, lungo il corso della nostra vita, che Gesù è l'unico a possedere il segreto della vita che non muore ed è sempre Lui a dirci: «chi mangia la mia carne dimora in me e io in lui». Dimorare insieme: ecco l'esperienza propria di chi vuole vivere in comunione con gli altri. Non c'è, infatti, manifestazione di generosità più grande di chi mette a disposizione la propria casa a chi non ce l'ha, dicendogli: vieni a vivere a casa mia, la mia casa è la tua casa. È quanto si realizza nell'Eucaristia: Gesù dimora in noi e noi, per puro dono suo, dimoriamo in Lui. In questo modo l'Emmanuele, cioè il "Dio con noi" nell'Eucaristia si fa il "Dio in noi". Nel Pane Santo dell'Eucaristia Gesù è sacramentalmente presente in me e la sua grazia santificante fa' di tutta la mia vita un dono da accogliere con immensa gratitudine, un dono che, una volta accolto, va ridonato con assoluta gratuità. In questo modo siamo realmente aiutati a comprendere come il mistero della Divina Eucaristia è davvero, sempre e per tutti un'impareggiabile scuola di gratitudine vera e un'autentica palestra di gratuità sincera.

p. Enzo Smriglio

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