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Non saranno le parole semplicemente ripetute ad avvicinarci a Dio se il nostro cuore è lontano da Lui

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I farisei e gli scribi avvicinano Gesù e con la loro consueta vena polemica lo rimproverano perché i suoi discepoli "non si comportano secondo la tradizione degli antichi". Gesù, citando il profeta Isaia, dice loro: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”.

Mentre gli scribi e i farisei cercano tutte le occasioni per polemizzare con Gesù perché si intrattiene con i peccatori e addirittura mangia con loro, perché si permette di compiere dei miracoli in giorno di sabato, Gesù, da parte sua, non sembra molto interessato a queste loro provocazoini (ai piatti e alle stoviglie) e, con grande acutezza, dimostra di saper distinguere bene l'abisso che si può venire a creare tra le labbra e il cuore.

Il cuore del problema è dunque il dibattito sulla “religione pura” (Gc 1,27). Una cosa è certa: non sono sufficienti le sole parole. Difatti Dio, tramite il profeta si lamenta: “Questo popolo mi onora con le labbra...". Ed arriva ad esprimere la sua profonda amarezza costretto come è ad osservare che il cuore del suo popolo è lontano da Lui.

Tutti facciamo l'esperienza di non riuscire sempre a controllare il nostro cuore. Quanti, per esempio, vorrebbero smettere di bere troppo e non riescono a farlo? Quanti vorrebbero eliminare dalla loro vita l’invidia e l’orgoglio e, invece, si trovano a fare proprio il contrario? San Paolo, nella lettera ai Romani, molto acutamente osserva “Non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto” (7,15). Molto spesso siamo costretti a constatare che abbiamo la tendenza a ripetere gli stessi errori e a ricadere negli stessi peccati. Ciò nonostante non dobbiamo perderci d'animo perché il Signore "ci scruta e ci conosce", conosce fin troppo bene le nostre fragilità e debolezze, ma è a conoscenza anche dei nostri sinceri desideri di bene.

Non dimentichiamo mai che Dio non può essere presente dove è assente il cuore. Se il nostro cuore "è lontano" dal Signore non saranno le parole semplicemente ripetute ad avvicinarci a Lui.

È più facile lavare le mani che lavare le intenzioni!

Ma con Gesù tutti - nessuno escluso - siamo messi in grado di poter fare un'autentica e rigenerante esperienza di libertà per il semplice fatto che Lui soltanto è capace di farci ritornare al cuore e liberarci finalmente da ogni forma di banale e massificante esteriorità.

p. Enzo Smriglio

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