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Servire sempre, servirsi mai!

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Continuano le manifestazioni di palesi incomprensioni da parte degli Apostoli circa l'esplicito insegnamento di Gesù che ha tanto insistito con i suoi discepoli circa lo stile del servizio, imprescindibile verifica di fedeltà al cuore del Vangelo. E i due fratelli Apostoli Giacomo e Giovanni dimostrano con la loro richiesta più che ‘sfrontata’, di non aver capito nulla; infatti, con vera e propria faccia tosta si presentano davanti a Gesù e gli dicono: "Vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo". Pretesa allo stato puro!

Intendono rivendicare quello che con una certa arroganza chiedono al Maestro: occupare i primi posti. Espressioni come "per cortesia", "se è possibile" non se ne trovano manco lontanamente.

Solo una richiesta pretenziosa che finisce col provocare anche l'indignazione degli altri dieci apostoli. È lecito ipotizzare però che gli altri apostoli si siano indignati con Giacomo e Giovanni non tanto perché non gradivano le smanie di carriera, ma forse perché temevano che se Gesù avesse esaudito la richiesta dei due pretenziosi "colleghi" si sarebbe chiusa per loro qualsiasi probabilità di avanzamento di carriera.

Gesù di fronte a queste reazioni dell'intero gruppo degli Apostoli avrebbe avuto tutte le ragioni possibili per rimproverare prima Giacomo e Giovanni e a seguire gli altri dieci perché Lui conosce fin troppo bene quello che c'è nel cuore di ciascuno.

E invece no; Lui preferisce chiamarli "a sé"; li vuole vicini e dice loro una frase assai sintetica, ma che è uno splendido programma, capace di imprimere uno stile evangelico a tutta la vita: "Tra voi non è così". Cioè i potenti di questo mondo fanno a gara per dominare sugli altri.

Tra voi non dev'essere così. L'unica gara che potete fare è quella di servirvi gli uni gli altri.

In Giacomo e Giovanni c'è la smania dei primi posti, negli altri dieci c'è sì indignazione, ma per essere più precisi c'è anzitutto invidia per chi vorrebbe occupare i primi posti.

Avviciniamoci pure noi a Gesù non per chiedergli che Lui faccia quello che vogliamo noi, ma per invocare il suo indispensabile aiuto per poter fare noi quello che a Lui piace e, nei suoi amorevoli disegni, dispone per ognuno di noi. E a Lui, con autentica familiarità e fiducia, nella preghiera chiediamo: liberaci, o Signore dalle ambizioni inopportune e concedici piuttosto la gioia genuina di chi fa del servizio non un semplice tema su cui discutere, ma uno stile concreto da assumere e da testimoniare in modo lieto e coerente.

p. Enzo Smriglio

 

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