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A Dio sempre tutto e prima di tutto!

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Gesù è al Tempio e insegna alla folla, mettendola in guardia dai rischi della vanagloria tipica degli scribi che facevano tante cose per "farsi vedere". Gesù stando "seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete". Gesù osserva con attenzione e distingue con precisione la "modalità" con cui veniva fatta l'offerta. Mentre sta ad osservare non passa inosservata ai suoi occhi l'offerta di una povera vedova che getta nel tesoro appena "due monetine", quantitativo sicuramente insignificante, ma per quella donna, per la sua dolorosa situazione di vedovanza "ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere".

E indica quella povera vedova come esempio ai suoi discepoli per la sua impressionante autenticità. La povera vedova, agli occhi degli uomini, compie un gesto irrisorio, ma, per lei carico di conseguenze, perché ha il coraggio di sapersi privare di ciò di cui ha assolutamente bisogno. Questa donna non ha nulla. È vedova, e dunque senza appoggio e senza risorse. È povera, senza entrate e senza garanzie. Eppure dà quello che le sarebbe necessario per vivere, affidandosi così a Dio per non morire. Quando la fede arriva a tal punto, il cuore di Gesù non può che commuoversi, perché sa che Dio è amato, e amato per se stesso. Il futuro della Chiesa, il nostro stesso avvenire - non dimentichiamolo mai - è anzitutto nelle mani di quei veri credenti che, come la vedova del Vangelo, sanno affidarsi a Dio e fidarsi di Dio e per questo arrivano a confidare in Lui senza alcuna esitazione. L'elogio della povera vedova da parte di Gesù ci aiuta a capire ciò che ha valore agli occhi di Dio, il quale non giudica secondo le apparenze, ma guarda sempre il cuore (1Sam 16,7).

L'esempio della povera vedova, elogiato da Gesù e da lui indicato come modello da seguire ci fa rivedere i criteri dei nostri punti di vista: non è la quantità, ma è la qualità di vita che è essenziale. Non sono, infatti, i numeri grandi che determinano il valore delle cose che compiamo, ma la ricchezza di vita che nelle cose che facciamo riusciamo a far passare.

Cerchiamo allora di imparare ogni giorno ad avere lo sguardo di Gesù, che non si ferma all'apparenza, apprezza l'autenticità e sollecita gesti ricolmi di fiducia verso Dio che mai abbandona chi si trova nel bisogno perché Lui tutto guarda e prende nelle sue mani.

p. Enzo Smriglio

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