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2a Domenica di Avvento (4 dicembre 2016)

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Ciò che colpisce maggiormente della pagina evangelica della seconda domenica di Avvento è il forte richiamo di Giovanni il Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2).

Potremmo dire che il Battista aveva peli nel vestito, ma sicuramente non ne aveva nella lingua.

Quando sentiamo risuonare la parola conversione dobbiamo riconoscere che, se non stiamo più che attenti, corriamo il rischio di pensare che si tratti di una esigenza che riguardi gli altri; sono gli altri, infatti, che hanno bisogno di conversione. Noi di solito ci riteniamo delle persone già convertite.

Se ci dovessimo trovare ad avere dei pensieri simili dobbiamo riconoscere che nella realtà le cose non stanno affatto così. Infatti, nessuno può ritenere che l'invito del Signore ad una "vita nuova" l'abbiamo pienamente assimilato, fatto nostro al punto tale da essere evidente una radicale trasfor­ma­zione della nostra vita attraverso un altrettanto esplicito orientamento a Dio di tutto ciò che pensiamo, diciamo, desideriamo, programmiamo e vogliamo. Magari potessimo dirlo!

L'annuncio centrale di Giovanni Battista non si riduce però alla sola esigenza della conversione, ma nella considerazione del motivo per cui è necessario è indispensabile convertirsi.

«Convertitevi!». Ma perchè? Perché «il regno dei cieli è vicino».

Ecco la prima bella notizia che siamo chiamati ad accogliere e custodire.

Prima della venuta di Nostro Signore Gesù Cristo convertirsi significava cambiar vita, cambiare condotta, impegnandosi ad osservare fedelmente la legge. Dopo la nascita di Gesù possiamo dire che questo rapporto è stato per così dire capovolto: non c'è prima la conversione e poi la salvezza, ma prima la salvezza e poi la conversione.

Nella misura in cui in noi c'è la gioiosa consapevolezza di essere "salvati" e "redenti" da parte di Dio che non è rimasto "nell'alto dei cieli" ma si è fatto uno di noi, uno come noi, incarnandosi nel grembo di una donna (la Beata Vergine Maria) - se in noi ripeto c'è questa lieta consapevolezza - crescerà sicuramente l'esigenza di adeguare tutta la nostra vita al dono incommensurabilmente grande della redenzione. E così facendo dimostreremo di aver compreso l'ulteriore invito che ci viene rivolto da Giovanni Battista: "Fate dunque un frutto degno della conversione".

Che siano davvero tanti e di ottima qualità, in questo tempo di Avvento, i frutti degni di conversione nella nostra vita, in quella delle nostre famiglie e delle nostre comunità.

p. Enzo Smriglio

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