www.cattedralepatti.it

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Natale del Signore (25 dicembre 2016)

Stampa

La Liturgia a Natale prevede tre Messe; quella della notte, quella dell'aurora e quella del giorno. E vengono proclamati tre brani differenti del Vangelo. Desidero qui riprendere tre semplici versetti delle tre pagine evangeliche.Il primo versetto: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo".

I destinatari di questo gioioso annuncio sono i pastori che all'epoca non contavano nulla ed erano ritenuti talmente inaffidabili che una loro eventuale deposizione non aveva alcun valore in nessun tribunale. La lezione che si può ricavare immediatamente è molto chiara. Ci viene in pratica rivelato lo stile di Dio, che è lo stile proprio di chi preferisce coloro che sono scartati, esclusi. Con questo suo modo di fare Dio ci dimostra che la vera grandezza consiste nell'essere piccoli e senza alcuna pretesa dinanzi a Lui.

Il secondo versetto: "Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro".Ad essere protagonisti sono ancora i pastori che lasciatisi interpellare dal gioioso annuncio angelico si recano "senza indugio" nel luogo loro indicatoe, trovato il "bambino", cominciano a riferire agli altri quanto era stato detto sul conto di quel bambino speciale. Ciò che colpisce è sicuramente la determinazione dei pastori che non indugiano ad andare enello stesso tempo il loro vivo desiderio di voler condividere con tutti la loro gioiosa scoperta.

Il terzo versetto: "Venne fra i suoi, e i suoi non l'hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio".La prima parte di questo versetto del prologo giovanneo a ben riflettere è davvero drammatica. Gesù, infatti, dai "suoi" non è stato accolto, ma lo stesso rischio continua a correrlo in ogni epoca, compresa la nostra. Nascendo a Betlemme Gesù ci rivela la prossimità di Dio che ha scelto di farsi uomo per fare di ogni uomo realmente un "figlio di Dio". Questo è il grande mistero del Natale sul quale in questi giorni ci auguriamo reciprocamente di poter sostare a meditare. In questo salutare esercizio, che ritengo possa essere il più bel gran regalo di Natale che ci potremo fare,sono sicuro che potranno esserci di aiuto due folgoranti espressioni di Papa Francesco. La prima dice:"Questo è il nostro Dio: non il totalmente altro ma l'assolutamente prossimo".

La seconda dice:"Per un discepolo di Gesù nessun vicino può diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere".

Cerchiamo di non dimenticarci mai che a Natale celebriamo la prossimità di Dio verso ogni uomo e nello stesso la radice di ogni nostra vera prossimità verso tutti.

p. Enzo Smriglio

Dedicated Cloud Hosting for your business with Joomla ready to go. Launch your online home with CloudAccess.net.