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Introduzione al tradizionale Inno "Diva Trofima"

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Ogni anno, il tradizionale inno“Diva Trofima”, scandisce le soste del percorso processionale in occasione della festa di Santa Febronia. Si tratta di una vera e propria catechesi itinerante “in canto”! Le strofe dell’inno, infatti, mettono in rilievo i momenti più signi­fi­ca­ti­vi della giovane esistenza della vergine e martire e nostra Concittadina. Avevo in animo da parecchio tempo il desiderio di offrire a tutti una ‘introduzione’ alle diverse strofe di questo inno in modo tale da poterlo cantare con maggiore consapevolezza. Ho chiesto aiuto a don Emanuele Di Santo, che ringrazio per la sua pronta disponibilità, e nella vigilia della festa di quest’anno ho la gioia di proporre una ‘qualche chiave di lettura’ semplice e chiara del testo delle nove strofe dell’inno in onore della nostra Amata Patrona.

Prima sosta (via Giuseppe Ceraolo all’incrocio con la via Magretti)

La Processione delle Sacre Reliquie e del Simulacro di S. Febronia è l’annuale incontro fra la nostra Santa Patrona e i suoi Concittadini. È il momento privilegiato per esprimere la corale preghiera di un popolo che vuole riscoprire le sue origini cristiane, santificate dal martirio di questa giovinetta. È l’occasione preziosa per meditare sulle sue virtù, con l’impegno di imitarle nella nostra vita quotidiana. Ci accompagna nel cammino processionale l’inno ottocentesco composto in onore di S. Febronia dal nostro concittadino Mons. Luigi Natoli (1799-1875), che fu Rettore del Seminario, Vicario Generale e in seguito vescovo di Caltagirone e infine arcivescovo di Messina. In questa prima sosta contempliamo la virtù della fede di S. Febronia che, rinunciando al paganesimo, aderì al Vangelo di Gesù Cristo. Le chiediamo di illuminarci perché anche noi possiamo conoscere Dio e amarlo senza com­pro­mes­si.

Testo della prima strofa

Diva Trofima, che in petto / Pura avesti in Dio la Fè / Tu ci schiara l’intelletto / Sacro il cor gli sia per te. / E l’errore, e il triste affetto / Lungi sia la tua mercè.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono / e largo imploraci da Dio perdono. / T’offriamo supplici fedele il cor. / Tu forte infiammalo per Dio d’amor.

Testo della prima strofa in lingua corrente

Gloriosa S. Febronia, che avesti / nell’animo l’integra fede in Dio, / dona luce al nostro intelletto; / il nostro cuore, grazie a te, / sia consacrato a Dio. / Per tua intercessione, il peccato e

le cattive inclinazioni restino lontano da noi.

Accetta, o Vergine, come dono / le lodi in tuo onore / e ottienici da Dio abbondanza di misericordia./ Supplici, ti offriamo il nostro cuore fedele: / tu infiammalo di un vivo amore per Dio.

Seconda sosta (via Vittorio Emanuele, in prossimità della Villa Comunale)

Con la seconda strofa dell’inno meditiamo sulla forza della speranza che consentì a S. Febronia di rimanere salda nella sua fede, pur dovendo abbandonare la sua casa a motivo dell’ostilità del padre per la sua scelta cristiana. Il rifugio sul monte sovrastante Mongiove la assimila ai profeti in fuga perché perseguitati, che confidano solo nel loro Dio. Chiediamo a S. Febronia di non farci vincere dalla disperazione e dallo scoraggiamento di fronte ai pericoli e alle prove.

Testo della seconda strofa

Forte in Dio, tua sola speme, / Tu varcasti il fiume, il mar, / Ermo un monte in acri pene / Tu corresti ad abitar. / Deh! L’affanno, che ci tiene / Corri tosto a dissipar.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della seconda strofa in lingua corrente

Trovando forza in Dio, tua sola speranza, / Tu oltrepassasti il fiume e il mare e corresti / a prendere dimora su un monte solitario, / in mezzo ad aspre sofferenze. / Dall’angoscia che ci opprime / vieni presto a liberarci.

Accetta, o Vergine …

Terza sosta (via XX Settembre)

Nella terza strofa siamo invitati a contemplare S. Febronia come perfetta discepola del Signore. La sua vita è stata una continua ricerca amorosa di Dio. Solo l’incontro con Lui e la sequela ispirata all’amore più che alla paura, possono guarire le ferite del nostro animo. Preghiamo S. Febronia perché ci aiuti a ritrovare il senso della nostra vita nel seguire gli insegnamenti di Cristo.

Testo della terza strofa

Solo Dio, per la Cittade / Tu cercasti, ed Ei ti udì / Nell’albore dell’etate / Il tuo cuor Lui sol seguì. / Ah! Ci ottieni alfin pietade, / Cessi il duol, che ci ferì.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della terza strofa in lingua corrente

Solo Dio tu cercasti in questo mondo / ed Egli ti esaudì. / Nel fiore della giovinezza / il tuo cuore seguì Lui solo. / Ottienici dunque misericordia, / abbia fine il dolore delle colpe / che ci ha ferito.

Accetta, o Vergine …

Quarta sosta (Piazza Guglielmo Marconi)

La vita di S. Febronia non corrisponderebbe ai canoni mediatici odierni: nella quarta strofa dell’inno si esalta infatti la sua riservatezza, la capacità di non apparire, la sua umiltà. Chiediamo a S. Febronia che nelle relazioni familiari, nei rapporti sociali e nei servizi ecclesiali, non ci lasciamo dominare dall’orgoglio e dalla presunzione, ma operiamo il bene in silenzio.

Testo della quarta strofa

Sola ascosa in scura cella / cara avesti l’Umiltà / L’alterezza iniqua e fella / Ti sembrò gran reità. / O di Cristo umile Ancella / Tu ci ottien dolce pietà.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della quarta strofa in lingua corrente

Sola, nel nascondimento di un’oscura grotta, / amasti particolarmente l’Umiltà. / L’orgoglio, causa di ogni malvagità e ingiustizia, / fu ritenuto da te il più grande peccato. / O umile serva di Cristo, / ottienici la dolcezza del perdono divino.

Accetta, o Vergine …

Quinta sosta (Piazza Prof. Francesco Niosi, davanti alla Chiesa di S. Nicola)

La quinta sosta ci invita a chiederci a quali beni abbiamo attaccato il cuore. La nobile Febronia, figlia di una ricca famiglia, non scelse come stile di vita il lusso e l’accrescimento del patrimonio. Chiediamo, per sua intercessione, di non lasciarci contagiare dalla corruzione dilagante e di imparare a condividere con chi è bisognoso.

Testo della quinta strofa

I più eletti ampi tesori / fango vil son per te / Faccian pur d’altri gli amori / Tu sei ricca in la tua fé. / siano scevri i nostri cuori / di tal luto tua mercé. /

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della quinta strofa in lingua corrente

I più ricchi e preziosi tesori / Tu li consideri vile fango. / Siano pure desiderati dagli altri: / tu sei ricca della tua fede. / Per tua grazia anche i nostri cuori / siano liberi dalla sporcizia della cupidigia.

Accetta, o Vergine …

Sesta sosta (via XX Settembre, davanti alla Chiesa di Santa Maria dei Greci)

Con questa strofa dell’inno contempliamo la purezza di Santa Febronia. Ella non è la ragazzina casta d’altri tempi; la sua virtù non appartiene all’immaginario di un passato da fiaba, definitivamente superato dalla modernità. La castità di S. Febronia non è solo la verginità del corpo, ma anche la limpidezza del cuore. È il trionfo del rispetto e del dominio di sé, è la libertà dalla schiavitù dei sensi, è l’affermazione che il nostro corpo è destinato alla risurrezione e al Paradiso. Chiediamo a S. Febronia di aiutarci a riconoscere sempre che ogni persona è immagine di Dio e come tale va custodita e difesa, nel corpo e nell’anima.

Testo della sesta strofa

Piena il cor d’alto consiglio / Tu serbasti intatto il Sen, / il Vergineo tuo bel giglio / Tu sacrasti al Nume appien; / che il cor nostro al divin Figlio, / puro sia; deh! Tu ci ottien.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della sesta strofa in lingua corrente

Nutrendo nell’intimo il santo proposito, / Tu conservasti casto il corpo, / consacrando interamente a Dio /  il bel giglio della tua verginità; / ottienici dunque che il nostro cuore / sia puro per il Figlio di Dio.

Accetta, o Vergine …

Settima sosta (Piazza Scafidi, davanti al Palazzo Municipale)

In questa sosta siamo invitati a imitare lo spirito di preghiera che animò S. Febronia. La sua preghiera non era stanca o monotona, ma un dolce e continuo colloquio con Dio. Il vero spirito che deve animare l’orante è la gratuità, cioè il mettere al primo posto Dio e non i propri bisogni. La strofa dell’inno lo presenta con la bellissima immagine dell’incenso profumato che sale verso il Cielo. Chiediamo per intercessione di S. Febronia di pregare sempre, senza stancarci, presentando a Dio gioie e dolori come offerta viva, a Lui gradita.

Testo della settima strofa

In Dio assorta la tua mente / Ti fu dolce il vivo orar / timiama puro ardente / fu il sospir presso l’Altar. / Tu ci ottieni immantinente / il bel dono di pregar.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della settima strofa in lingua corrente

Col pensiero assorta in Dio / Ti fu dolce pregare ininterrottamente. / Come puro incenso ardente / fu la tua sommessa supplica presso l’Altare. / Ottienici subito l’ineffabile dono della preghiera.

Accetta, o Vergine …

 Ottava sosta (via Cattedrale, al termine della Salita Sciacca Baratta)

Le ultime strofe dell’inno rappresentano dinanzi ai nostri occhi il martirio di S. Febronia. In questa sosta contempliamo la fortezza della santa, che a dispetto della sua giovane età affronta le sofferenze rimanendo salda come uno scoglio fra le onde della tempesta. Viene facile pensare alla “petra ‘n mezz’u mari”, che è in certo modo il simbolo della nostra Città di Patti, che in S. Febronia trova una Protettrice fedele perché non ha mai vacillato nella fede. Chiediamo il dono della fortezza, per non venir meno alla fedeltà in nessuna prova della vita.

Testo della ottava strofa

Qual’è scoglio in mezzo all’onde / fosti, o Diva, nel patir. / Varchi rabbia le sue sponde, / salda sei nel tuo martir. / Ah! Ci sieno gioconde / l’aspre pene, ed il morir.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della ottava strofa in lingua corrente

Come uno scoglio in mezzo alle onde, / fosti, o gloriosa Febronia, fra le sofferenze. / L’ira (paterna) oltrepassi pure i suoi limiti, / Tu resti salda nel momento del martirio. / Ah! Anche per noi diventino piacevoli / le tribolazioni e la morte.

Accetta, o Vergine …

Nona sosta (Piazza Cattedrale)

La prova suprema dell’amore è il perdono. Gesù ce lo ha insegnato sulla croce, pregando per i suoi crocifissori. Così i martiri e S. Febronia in particolare. In quest’ultima strofa meditiamo sul momento della morte della santa. Ella spira con il sorriso sulle labbra: il perdono offerto al padre rivela tutta la grandezza del suo animo ma costituisce un tremendo giudizio sul genitore accecato dall’odio contro Cristo. Sull’esempio di S. Febronia, impegniamoci a costruire ponti di riconciliazione e non muri di sbarramento e preghiamo perché regni la pace nella nostra Città e nelle nostre famiglie.

Testo della nona strofa

Chi ti strazia, chi ti uccide / ha da te pace, ed amor / e il tuo labbro già sorride / all’immane Genitor. / pace a tutti, a tutti fide / nostre brame siano ognor.

Accetta, o Vergine tue laudi in dono…

Testo della nona strofa in lingua corrente

Chi ti tormenta e ti uccide / riceve in cambio da te pace e amore / e le tue labbra sorridono prontamente / al tuo snaturato padre. / Pace a tutti, a tutti fede: / siano sempre questi i nostri desideri.

Accetta, o Vergine…

Buona festa a tutti!

p. Enzo Smriglio

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