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Ostensione delle Sacre Reliquie di Santa Febronia-Trofimena

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Sabato 9 e domenica 10 giugno, insieme a Carmelo Manfrè, ho avuto l’onore di poter con­di­vi­de­re con la Comunità di Minori la gioia della estrazione e solenne ostensione delle Sacre Reliquie del­l’a­mata nostra Patrona e Concittadina Santa Febronia-Trofimena.

Sabato mattina, dopo la celebrazione in Cripta dell’Ora Media, i tecnici appositamente scelti hanno provveduto alla rimozione della mensa dell’Altare, all’apertura dell’urna di marmo e alla successiva estrazione delle Sacre Spoglie.

Tutte le operazioni sono state eseguite in un clima di vero e proprio raccoglimento e, tra i presenti, era più che palpabile la commozione per il momento che si stava vivendo. Non appena l’urna con il Corpo della Santa è stata estratta l’Arci­ve­sco­vo di Amalfi ha disposto il suono a festa delle campane per annunciare all’intera comunità di Minori l’avvenuta estrazione delle Sacre Reliquie. Dopo aver recitato la preghiera composta per questo anno di grazia è stato cantato l’inno di rigraziamento del “Te Deum” mentre veniva incensata l’urna con il Corpo di Santa Trofimena-Febronia.

Nel pomeriggio ho avuto la gioia di poter presiedere la celebrazione della Messa vespertina in Basilica; mi sono ricordato di tutte le famiglie di Patti, delle nuove generazioni in modo particolare, degli ammalati e di quanti stanno attraversando qualche dolorosa tribolazione.

Domenica mattina abbiamo vissuto un altro momento di intensa commozione. All’inizio del solenne Pontificale presieduto da Mons. Orazio Soricelli, Arcive­sco­vo di Amalfi, alla presenza anche del vescovo titolare di Minori Mons. Mario Giordana ci siamo recati nella Cripta e al termine del canto della Litania dei Santi insieme a Don Ennio Paolillo, Parroco di Minori, abbiamo portato in processione l’urna contenente le venerate spoglie della nostra amata Patrona per essere intronizzata in Basilica per la pubblica venerazione dei numerosi fedeli di Minori e dei paesi della Costiera Amalfitana.

In quel momento mi sono nuovamente commosso pensando al privilegio che mi è stato concesso e ricordando nella fede tutte le generazioni passate di Pattesi e di Minoresi che hanno zelato la devo­zione a Santa Febronia-Trofimena.

Un passaggio dell’omelia di Mons. Soricelli mi ha aiutato in modo particolare a riflettere, quando l’Arcivescovo ha fatto riferimento allo stridente contrasto tra la grandezza morale della nostra Santa e l’esiguità dei suoi resti mortali. Le sue ossa, ricomposte da mani devote, vengono a ricordare a tutti noi la transitorietà di ogni gloria umana. Siamo sì polvere, ma sulla polvere che siamo Gesù Risorto ha alitato lo Spirito Santo “che è Signore e dà la vita”.

Santa Febronia-Trofimena appartiene a quel nugolo di testimoni di cui parla l’autore della Lettera agli Ebrei che hanno saputo correre con perseveranza tenendo sempre fisso lo sguardo su Gesù (cf. Eb 12,1-2). Non dimentichiamoci mai che la grandezza della nostra amata Patrona è tutta racchiusa nella sua scelta preferenziale per Gesù e il suo Santo Evangelo.

La giovane vergine e martire Febronia-Trofimena, alle lusinghe di questo mondo ha preferito la parte migliore, quella che non può essere tolta e che proprio perché rimane per sempre riempie d’immensa gioia la vita di chi si affida a Gesù, fidandosi di Lui e confidando sempre in Lui.

La testimonianza di Santa Trofimena-Febronia continua a risplendere illuminando di santa speranza le nostre comunità di Minori e di Patti.

L’esperienza di questi due giorni trascorsi a Minori sono sicuro che è solo un anticipo di quella letizia del cuore che avremo modo di sperimentare nel prossimo mese di luglio quando le Sacre Spoglie di Santa Febronia ritorneranno, dopo 50 anni, nella Sua Patti.

(p. Enzo Smriglio)

 

 

 

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