Introduzione al Vangelo della 2a Domenica di Quaresima (13 marzo 2022)

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Le prime due tappe domenicali dell’itinerario quaresimale ogni anno sono sempre scandite da due ben precise pagine evangeliche: nella prima domenica, come abbiamo visto la settimana scorsa, il brano delle tentazioni nel deserto, questa settimana, invece, il brano della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.  Di questa meravigliosa pagina evangelica così come ci viene riportata dal terzo Evangelista mi piace sottolineare semplicemente un particolare che ė di una straordinaria bellezza. San Luca contestualizza la scena della Trasfigurazione del Signore nell’ambito di un momento di preghiera. E dice espressamente: “Mentre Gesù pregava il suo volto cambiò di aspetto”. È possibile ricavare un preziosissimo insegnamento: ogni autentica esperienza di preghiera è sempre premessa di vera e propria trasfigura-zione. Potremmo anche dire: se riusciamo a pregare davvero la nostra vita viene sicuramente trasfigurata. In pratica la preghiera non fa altro che rendere, in un certo qual modo, la persona che prega partecipe della stessa bellezza di Dio. E come il volto di Gesù “mentre pregava” “cambiò d’aspetto” anche il volto di chi prega può essere realmente trasfigurato. La persona che prega si “configura” ai sentimenti di Cristo al quale nella preghiera si rivolge e con il quale si intrattiene in intimità e confidenza. La persona, invece, che finisce col trascurare il suo rapporto col Signore arrivando a non regalarsi più nessun momento di intimità con Dio attraverso l’esperienza della preghiera, senza neppure accorgersene, viene praticamente segnato da questa sua tendenziale trascuratezza e per conseguenza rimane inesorabilmente “sfigurato” fino a perdere lentamente il desiderio di una relazione col Signore capace di dare senso e significato all’intera esistenza, in tutti i suoi possibili aspetti. In una sua omelia a Casa Santa Marta Papa Francesco con la sua solita efficacia comunicativa così si è espresso: “C’è un detto tra di noi che dice così: “Dimmi come preghi e ti dirò come vivi, dimmi come vivi e ti dirò come preghi”; perché, mostrandomi come preghi, imparerò a scoprire il Dio vivente, e mostrandomi come vivi, imparerò a credere nel Dio che preghi, perché la nostra vita parla della preghiera e la preghiera parla della nostra vita”.

È proprio vero. E ciò vale per tutti i battezzati. Ci farà bene in questi giorni fermarci a riflettere sul fatto che se preghiamo bene la nostra vita sarà davvero “trasfigurata”, sarà cioè “bella, buona e beata”.

Non lasciamoci ‘sfigurare’ dalla mediocrità. Ma al contrario, con l’indispensabile aiuto di Dio, facciamo di tutto per ‘configurarci’ ogni giorno al Vangelo. In questo modo la nostra vita sarà finalmente “trasfigurata”, “cambierà d’aspetto” e sarà capace di autentiche e concrete trasfigurazioni.

p. Enzo Smriglio

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