Introduzione al Vangelo della Domenica delle Palme (10 aprile 2022)

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La Domenica delle Palme è il grande portale d’ingresso alla Settimana Santa. Il solenne ingresso di Gesù a Gerusalemme è un vero trionfo, un vero e proprio successo. Gesù viene acclamato dalla folla e questa esperienza avrà certamente fatto molto piacere a tutti gli Apostoli che hanno assistito all’accoglienza così festosa e solenne riservata al loro Maestro. Non è da escludere neanche che qualcuno di loro avrà anche rischiato di insuperbirsi.

Ogni anno il mio pensiero corre spontaneo ad un personaggio sicuramente minore, assolutamente di secondo piano, che è stato presente, silenzioso a quel festoso corteo. Non solo presente ma anche il più vicino a Gesù! Una volta mi è capitato di fare una domanda, di quelle che solitamente vengono definite “a trabocchetto” ad un vivace gruppetto di bambini. Per attirare la loro attenzione ho chiesto: secondo voi chi è stato più vicino a Gesù anche se ha dovuto faticare più di tutti? Questa improvvisa domanda – ricordo bene – che provocò un’altrettanta silenziosa reazione. Quei bambini, infatti, rimasero tutti quanti ammutoliti.

Ho, quindi, riformulato la domanda e uno di quei bambini, forse il più vivace, sicuramente il più spigliato del gruppo, così mi rispose: il più vicino a Gesù è stato l’asinello che lo ha dovuto portare in groppa e per questo si sarà pure stancato di più. Però è stato più vicino a Gesù!

A pensarci bene è proprio vero! L’asinello è stato più vicino a Gesù. Ma all’asinello non gli sarà nemmeno passato per la testa – se così ci possiamo esprimere – che le acclamazioni festose fossero dirette a lui, perché sapeva bene che erano piuttosto rivolte a Gesù che quel giorno aveva l’onore di poter trasportare.

Questa storiella ci offre la gradita occasione di poterci scambiare un semplice e altrettanto concreto augurio. Auguriamoci di essere tutti come il puledro del Vangelo: il puledro del quale il Signore ha bisogno. E cerchiamo di fare di tutto per prestare questo umile servizio, con tutta la docilità possibile, a Gesù. Lui ancora oggi ha bisogno di essere “condotto” per poter fare ingresso nella vita di tante persone che si portano nel cuore l’inespresso desiderio d’incontrarlo e sceglierlo come il Signore della loro vita. Svolgendo questo servizio saremo davvero i più vicini al Signore. Forse qualche volta avvertiremo sulle nostre spalle anche i segni di un po’ di stanchezza (per le difficoltà che si possono incontrare in ogni esperienza di evangelizzazione!),  ma nessuno potrà certo toglierci l’immensa gioia che deriva dal grande onore che il Signore ci fa, quello di portarlo agli altri, ben sapendo nello stesso tempo che in effetti, mentre noi portiamo Lui, in realtà è Lui che “trasporta” noi.  Infatti, siamo sempre “portati” da Colui che vogliamo portare agli altri dal momento che non riusciremmo sicuramente a portare Gesù a nessuno se non fossimo noi stessi per primi amabilmente condotti dallo stesso Gesù che è – e deve diventare sempre di più – il cuore e il centro dell’intera nostra esistenza.

Buona settimana santa a tutti!

p. Enzo Smriglio

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