Introduzione al Vangelo della 19a Domenica del Tempo Ordinario (7 agosto 2022)

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Dei tanti insegnamenti che possiamo raccogliere dalla pagina evangelica di questa domenica mi limito a sottolinearne semplicemente uno che mi sembra abbia l’efficacia di un vero e proprio balsamo per i nostri cuori impauriti ieri da una pandemia che solo in Italia ha falciato la vita di oltre 170 mila persone mentre nel mondo sono oltre 6 milioni. Mentre adesso siamo spaventati da una guerra che da oltre cinque mesi si sta combattendo con una inaudita ferocia alle porte dell’Europa. A ciò si aggiunge anche i rischi legati ai repentini cambiamenti climatici. Possiamo davvero dire che non ci mancano, dunque, i motivi per essere davvero impauriti.

Ma non dimentichiamoci mai che anche a noi, discepoli di Gesù del secondo decennio di questo tormentato XXI secolo, Gesù viene a rivolgere una confortante espressione che di sicuro ci fa tanto bene ascoltare, custodire e soprattutto meditare sempre e in questo periodo in modo particolare.

Anche a noi Gesù: «Non temere, piccolo gregge…».

È il Signore Gesù a venirci a dire di non temere, non uno qualsiasi e siamo proprio noi i destinatari di questo messaggio così incoraggiante; siamo noi il “piccolo gregge”, piccolo sicuramente se lo si confronta con i ‘greggi’ ben più potenti di questo mondo, ma nella sua piccolezza siamo un gregge che gode di una speciale predilezione da parte del Padre al punto tale che a Lui è piaciuto darci il Regno.

Ascoltando queste confortanti parole di Gesù viene spontaneo pensare allo stupendo inno della Lettera ai Romani laddove San Paolo, cantando l’infinito amore di Dio per noi, arriva quasi a gridare: «Se Dio è con noi chi potrà essere contro di noi?…». In quanto cristiani, come discepoli di Gesù, siamo chiamati a diffondere l’insegnamento evangelico in ogni ambiente e in ogni circostanza. E ai nostri giorni, resi assai nebulosi e incerti dal clima diffuso di paura di cui dicevamo prima, lungi dall’essere irresponsabilmente ingenui, dobbiamo saper confidare nella promessa di Gesù che continua a ripeterci «Non temere, piccolo gregge…» mentre, nello stesso tempo, viene ad assicurarci il suo aiuto e la sua grazia. Cerchiamo di renderci conto che non siamo abbandonati ad un cieco ed ineluttabile destino dalle conseguenze drammaticamente irreparabili.

Nonostante le difficoltà, i pericoli e le angosce, che talvolta sembrano addensarsi all’orizzonte, il Signore ė con noi, mai ci abbandona perché sempre ci assiste e ci soccorre.

Se le cose stanno così – e noi lo crediamo fermamente – non ci potrà essere spazio nei nostri cuori per lo sconforto disperato, né per l’angoscia paralizzante, ma solo per una fiducia piena di speranza nel Signore, il quale se continua a invitarci a “non temere” è solo perché in Lui e con Lui ogni paura può essere finalmente e definitivamente vinta.

Non lasciamoci dunque sconfiggere dalla paura, ma – forti nella fede – affrontiamo ogni timore con la rivoluzionaria forza dell’amore che tutto avvince, convince e vince.

p. Enzo Smriglio

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