SALUTO AI FEDELI DELLA PARROCCHIA CATTEDRALE SAN BARTOLOMEO IN PATTI

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«Gesù disse a Simon Pietro: “Mi ami più di costoro?”.
Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”.
Gli disse Gesù: “Pasci le mie pecorelle”». (Gv 21, 15)

Carissimi,
giunga a voi il più cordiale e affettuoso saluto! Un saluto ricolmo di gioia per il ministero che il Signore, attraverso l’attenzione pastorale del nostro vescovo Guglielmo, ha voluto affidarmi. Un saluto che intende raggiungere ciascuno di voi, in maniera cartacea o virtuale, nell’attesa di incontrarvi personalmente.
Ho voluto iniziare questa “lettera” con le parole del Vangelo e, nello specifico, con uno dei passaggi – a mio avviso – più belli dell’evangelista Giovanni che, potremmo dire, definisce il motivo del mio essere in mezzo a voi.
In questo versetto evangelico è presente anzitutto una domanda, che Gesù rivolge a Pietro: “Mi ami?”; alla domanda segue la risposta puntuale dell’Apostolo: “Certo, Signore!” e, dunque, l’esortazione di Gesù: “Pasci le mie pecorelle”.
È quello che, in fondo, è avvenuto verso la fine del mese di luglio: il Signore, attraverso la mediazione del Vescovo, mi ha indirizzato questa domanda: “Mi ami? Mi vuoi bene?” ed io, con semplicità e con i limiti umani che mi appartengono, ho cercato come l’apostolo Pietro di rispondere: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Proprio da qui scaturisce l’invito del Signore a pascere il suo gregge, che si concretizza nei singoli volti e nel vissuto di ogni battezzato che fa parte della bella famiglia parrocchiale della nostra Cattedrale.
Si, per un pastore l’amore al Signore e il servizio alla Comunità si equivalgono, perché Dio non desidera un amore esclusivo ma chiede ai suoi ministri di dimostrare l’adesione a lui nella disponibilità a “pascere il suo gregge”, a farsi carico dei bisogni dei fratelli, per condividerne gioie e trepidazioni, attese e angosce, pesi e speranze.
Dunque vengo a voi nel nome del Signore, per camminare in mezzo a voi e insieme con voi, così da rispondere ogni giorno il mio “Si” generoso a Dio e alla Chiesa.
È chiaro che il mio desiderio più grande in questo momento è quello di conoscervi. In questi giorni, infatti, ho ritenuto opportuno visitare i nostri fratelli anziani e ammalati che, per le condizioni nelle quali si trovano, difficilmente potrei incontrare per le strade della nostra Città. Ho avuto il piacere di iniziare a conoscere anche molti di voi e tanti altri attendo di incontrare.
Nei prossimi giorni ci saranno offerte delle occasioni propizie per incontrarci e conoscerci. Voglio indicarvi soltanto due date importanti: la prima data è quella dall’inaugurazione dell’Anno Catechistico, domenica 23 ottobre alle ore 10:30; mentre la seconda data riguarda l’inizio “ufficiale” del mio ministero di Parroco in mezzo a voi, con la presenza del nostro Vescovo, domenica 30 ottobre alle ore 18:00.
Concludo questo mio “saluto” affidandovi tutti al Signore, per le mani di Maria, la Bruna Madonna del Tindari, dell’apostolo San Bartolomeo e della nostra amata concittadina Santa Febronia. Chiedo anche a voi di ricordarvi di me nelle vostre preghiere, affinché tutti i buoni propositi che in questo momento porto nel cuore possano trovare un terreno fertile per poter germogliare e portare frutto. Vi benedico di cuore.

Vostro, don Pierangelo

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